Tesla crolla, BYD vola: chi vincerà la corsa EV nel 2025?

Il primo trimestre 2025 consegna a Tesla il peggior risultato da quasi tre anni, con un calo di consegne su base annua del 13%. Il mercato ha reagito con prontezza, TSLA scende -4% in pre-market e accumula un tonfo annuo del -35,8% da inizio anno. Bastano comunque i rumor (poi smentiti) su un possibile addio al ruolo nel governo Trump di Elon Musk per portare il titolo da un pre-market in profondo rosso a un +5,33% in chiusura. Nonostante tutto, Elon resta quindi ancora il vero asset di Tesla.

La produzione è ai minimi dal Q2 2022 e la lineup è datata. In attesa del lancio del restyle della Model Y, le consegne Model 3/Y calano del 12%. Una contrazione che colpisce anche il segmento premium, storicamente decisivo per sostenere i margini medi del gruppo, con un crollo del -24,3% per Model X, S e Cybertruck.

In Cina, Tesla affronta un calo del 21,8% nel primo trimestre del 2025 e crescente concorrenza locale. In Europa, le immatricolazioni crollano fino al 56%, trasformando un tempo un mercato strategico in un punto debole. La pressione sui volumi cresce proprio dove la transizione elettrica sembrava più favorevole al marchio.

La comunicazione di Elon Musk è sempre più divisiva, tra dichiarazioni controverse, attivismo politico e una reputazione in calo. Musk è ancora l’asset chiave di Tesla, capace di rilanciare una visione futurista fatta di guida autonoma, AI e robot umanoidi — anche se, nel frattempo, la pipeline di prodotto resta ferma.

Peggior titolo del settore:

Il titolo ha perso oltre il 48% dei massimi recenti, ma nelle ultime sedute si è registrato un tentativo di rimbalzo, con il RSI risalito sopra quota 50 e volumi in crescita. 

L’area dei 255-260 dollari si è confermata come supporto dinamico importante. Il titolo continua però a scambiare sotto le medie mobili a 100 e 200 periodi, con la seconda che ha respinto i prezzi nella giornata di ieri. La struttura rimane fragile, e il recupero appare per ora più reattivo che strutturale. 

La vera soglia da monitorare è l’area 290-300 dollari, dove si concentrano le principali resistenze tecniche e il target medio di consenso, oggi fissato a 329 dollari, il che implica un potenziale di upside di circa il 17% dai livelli attuali.

L’ascesa cinese: da inseguitori a leader globali:

Il confronto con la Cina è sempre più sbilanciato. Nel primo trimestre del 2025, BYD ha consegnato 416.388 veicoli elettrici a batteria, con una crescita annua del +38,7%. Ma il vero segnale arriva dall’intero ecosistema orientale: brand come Xpeng, Nio, Li Auto e Zeekr, che due anni fa vendevano complessivamente oltre 300.000 veicoli in meno rispetto a Tesla, oggi hanno ridotto il divario a sole 23.781 unità. Una rimonta travolgente, costruita in un contesto di dazi, senza sussidi occidentali e con un’offerta in rapida evoluzione.

Xpeng impressiona con +331% annuo e 94.000 consegne nel trimestre, mentre Li Auto supera il milione di unità vendute dal 2022. Zeekr cresce del +154%, Nio del +40%. Anche BYD, pur mostrando un eccesso di produzione (+34.561 unità nel Q1), continua a espandersi con decisione: nuovi impianti in Brasile, Ungheria e Thailandia, guida intelligente integrata senza sovrapprezzo e tecnologie di ricarica ultra-rapida che puntano a ridefinire lo standard dei segmenti entry e mid-range.

BYD aveva superato Tesla già nel Q4 2023, diventando il primo produttore mondiale di veicoli elettrici a batteria (BEV). Dopo una breve parentesi in cui Tesla aveva riconquistato il primato, il Q4 2024 e il Q1 2025 hanno sancito un secondo sorpasso consecutivo da parte del gruppo cinese, questa volta con i contorni di una leadership strutturale.Mentre Tesla paga ancora l’assenza di nuovi modelli, BYD ha lanciato quattro nuove linee di prodotto solo nell’ultimo anno, consolidando la propria posizione in un mercato dove la competitività si gioca ormai su innovazione continua, scala industriale e rapidità di esecuzione.

BYD accelera l’espansione globale con nuovi impianti in Europa, Asia e America Latina. Integra guida intelligente su larga scala e presenta tecnologie di ricarica ultra-rapida, puntando a ridefinire gli standard nei segmenti entry e mid-range. Intanto, BlackRock aumenta la propria quota al 7%, rafforzando la fiducia degli investitori.

Divergenza globale: Tesla rallenta, la Cina costruisce:

Oggi Tesla è un’azienda, la Cina un ecosistema. Il vantaggio cinese sta nell’integrazione rapida tra software, design e produzione. Mentre Tesla aggiorna software, BYD apre fabbriche globali. Tesla perde slancio e ritarda sui prodotti; BYD l’ha superata per due trimestri consecutivi. 

Il 2025 doveva essere l’anno della ripartenza, ma si sta rivelando quello della divergenza: Tesla senza dazi arranca, la Cina – con i dazi – vola. L’Europa discute, mentre i marchi cinesi si preparano a costruire localmente.