Inizio di trimestre fortemente positivo per i mercati azionari, in un quadro generale in cui gli investitori sono particolarmente costruttivi sulle prospettive economiche per i prossimi mesi, al punto che tanto gli indici europei quanto quelli americani ieri hanno aggiornato i nuovi massimi storici.
Tra i fattori alla base di questo ottimismo c’è certamente il piano Biden da 2.300 miliardi di dollari, che include investimenti in infrastrutture di varia natura, dalla banda larga all’energia rinnovabile. In Europa, a sostenere gli indici sono stati i dati sull’attività manifatturiera della zona euro: in particolare, nonostante la lentezza dei programmi di vaccinazione ed una nuova ondata di contagi in molti paesi, i dati mostrano che la crescita dell’attività manifatturiera nella zona euro è cresciuta a Marzo al ritmo più sostenuto di sempre. Bene in particolare i titoli legati ai semiconduttori, come ASML e Infineon, al pari della maggior parte dei titoli ciclici del vecchio continente.
A Wall Street l’S&P500 ha superato per la prima volta quota 4.000 punti, grazie ai titoli tech, e ai produttori di chip in particolare, dopo che Micron Technology ha rivisto al rialzo le stime sugli utili per il 2020, in un quadro in cui il rapido aumento delle vaccinazioni nel paese e l’enorme stimolo fiscale stanno favorendo una ripresa del mercato del lavoro; questo nonostante i dati più recenti nella scorsa settimana abbiano evidenziato un aumento nel numero di nuove richieste di sussidi di disoccupazione.
In particolare, le migliori indicazioni in questi giorni sono arrivate dal Nasdaq, che è riuscito a rompere a rialzo l’area dei 13.000 punti e sta rapidamente approcciando i massimi del Febbraio scorso. Sul fronte dei rendimenti dei Treasuries, il decennale sta consolidando intorno ad area 1.7%, avendo arrestato per ora la corsa che negli ultimi mesi lo aveva portato rapidamente sui livelli attuali.
TECHNICALS IN FOCUS
TLT
Dopo la correzione iniziata dopo i massimi di Marzo 2020, osserviamo una evidente divergenza rialzista di RSI su TLT, con minimi decrescenti del prezzo che sono accompagnati da minimi crescenti dell’indicatore. Un consolidamento sopra 137.5 proietterebbe l’ETF verso area 140, 143 e 145, come primi target, ponendo le condizioni per un rimbalzo ancor più esteso. Area 132.5 rappresenta il livello chiave al di sotto del quale il rimbalzo in atto perderebbe significatività sul piano tecnico e verrebbe ad essere invalidato. Sotto area 132, la discesa avrebbe in area 130 e 125 i primi supporti in focus.
FUNDAMENTALS IN FOCUS
ADM: Valutazione in linea con i fondamentali e rendimenti ancora solidi
I mercati azionaria continuano ad aggiornare nuovi massimi, sia in America che in Europa, a riprova di come in questa fase gli indici stiano scontando un accelerazione della crescita futura. In un contesto simile, i titoli che presentano valutazioni economiche tendono a restringersi progressivamente.
Archer Daniels Midland ha aumentato il suo dividendo per oltre 30 anni consecutivi e, in totale, ha erogato dividendi trimestrali ininterrotti per circa 90 anni. Con un dividendo attualmente piuttosto solido, anche le condizioni del settore sono migliorate di recente, il che potrebbe spianare la strada alla crescita futura della industry e del titolo nello specifico.
Archer-Daniels-Midland opera in 160 paesi, genera ricavi superiori ai $64 miliardi annui ed offre una vasta gamma di prodotti e servizi, funzionali a soddisfare la crescente domanda alimentare al crescere dell’aumento della popolazione.
La società sta finalmente uscendo da una prolungata fase di difficoltà, con il calo dei prezzi delle materie prime agricole, su tutte il mais, che hanno pesato sulla redditività del business per diversi anni. Ciononostante, la società è riuscita a rimanere redditizia, grazie al programma di controlli sui costi iniziato nel 2015. Inoltre, le condizioni del settore nel suo complesso sono finalmente migliorate, il che sta creando le condizioni necessarie ad un ritorno alla crescita.
Archer-Daniels-Midland ha riportato i risultati degli utili del quarto trimestre e dell’intero 2020 il 26 gennaio scorso, con i ricavi che sono aumentati del 10% per il quarto trimestre e l’utile per azione che, per l’intero anno, in crescita del 10,8%, fino a $3,59 per azione.
Guardando al 2020, ADM non è stata colpita eccessivamente dall’evoluzione della pandemia, in larga misura per la natura essenziale del suo business. In aggiunta, il management si attende un 2021 di ulteriore ripresa sia sotto il profilo dei ricavi che dell’espansione dei margini, nonostante il calo della redditività negli anni. Sul piano della crescita economica, la società è cresciuta negli anni mediante una attenta politica di acquisizioni e ha liquidità sufficiente per operare ulteriormente in questa direzione.
Sul piano della valutazione, ADM scambia ad un multiplo P/E al 2021 di poco superiore a 15, in linea con la media degli ultimi cinque anni. In un contesto simile, il rendimento per gli azionisti dovrebbe venire principalmente dalla crescita degli utili, attesa intorno al 4% annuo, e dal dividend yield, che ad oggi è pari al 2.6% e resta decisamente superiore a quello attuale dell’S&P500.
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